Calcolatore Budget 50/30/20

Mettere da parte con costanza è la base della solidità finanziaria. Vedi come crescono i tuoi risparmi nel tempo. Il calcolatore Budget 50/30/20 ti permette di applica la regola 50/30/20 al tuo reddito netto mensile con percentuali personalizzabili e confronto tra budget target e spese reali. Inserisci i tuoi dati e ottieni risultati immediati con tutti i passaggi di calcolo spiegati in dettaglio.

Aggiornato: 2026-05-20 Regola 50/30/20 di Warren & Tyagi (2005) con percentuali personalizzabili; validazione somma percentuali = 100%; confronto target vs spese reali con scostamento per categoria Il metodo 50/30/20 è una guida didattica per la pianificazione del budget, non consulenza finanziaria personalizzata. Le percentuali ottimali dipendono dalla situazione individuale (reddito, composizione familiare, obiettivi). Consultare un consulente finanziario per pianificazione personalizzata. Elizabeth Warren & Amelia Warren Tyagi, 'All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan' (Simon & Schuster, 2005); CFPB Consumer Financial Protection Bureau; Banca d'Italia, Programma di educazione finanziaria; OCSE, PISA Financial Literacy

Calcolatore interattivo

Inserisci i dati per calcolare budget 50/30/20

Il tuo reddito netto mensile totale (stipendio + altre entrate, dopo le tasse)
Quota del reddito destinata alle necessità (default: 50%)
Quota del reddito destinata ai desideri (default: 30%)
Quota del reddito destinata al risparmio e investimenti (default: 20%)
Quanto hai effettivamente speso il mese scorso per le necessità (affitto, bollette, cibo, trasporti)
Quanto hai effettivamente speso il mese scorso per i desideri (svago, ristoranti, shopping)
Quanto hai effettivamente messo da parte il mese scorso (conto deposito, investimenti, rimborso debiti extra)

Assunzioni e limiti del calcolo

  • Le percentuali personalizzate devono sommare a 100%. Il default (50/30/20) è la regola di Elizabeth Warren; variazioni comuni: 60/20/20 per chi ha costi fissi elevati, 40/20/40 per chi vuole massimizzare il risparmio.
  • Lasciare le spese reali a 0 significa "non ho ancora rilevato i dati": il saldo mensile in quel caso è pari al reddito (budget tutto da allocare).
  • Il risparmio reale include: accrediti su conto deposito, investimenti, rimborso extra-quota debiti. Non include il rimborso della quota principale del mutuo (già nelle necessità).
  • Il saldo mensile misura quante risorse mensili rimangono dopo le uscite reali inserite. Valori negativi indicano un deficit da correggere.
  • Il metodo 50/30/20 è una guida semplificata: la situazione individuale richiede sempre una pianificazione personalizzata.

Come funziona

Il reddito netto mensile viene suddiviso in tre categorie con le percentuali impostate (default: 50% necessità, 30% desideri, 20% risparmio, che devono sommare a 100%). Il confronto con le spese reali calcola lo scostamento per categoria: target − reale. Il saldo mensile è reddito − totale uscite reali inserite.

La regola 50/30/20 suddivide il reddito in tre categorie: necessità (spese fisse e vitali), desideri (scelte discrezionali) e risparmio. Le percentuali sono personalizzabili.

Le necessità includono affitto/mutuo, bollette, cibo, trasporti, assicurazioni obbligatorie: tutto ciò di cui non puoi fare a meno.

Il risparmio va trattato come un pagamento obbligatorio verso te stesso: mettilo da parte appena ricevi lo stipendio, prima di spendere.

Se le tue necessità superano stabilmente il 50%, valuta di ridurre i costi fissi (es. affitto, abbonamenti) o aumentare il reddito prima di tagliare i desideri.

Scenari di esempio

stress

Studente / Reddito Basso

Budget su reddito di €1.000 al mese (studente, part-time, primo lavoro)

Budget necessità
500,00 €
Budget desideri
300,00 €
Budget risparmio
200,00 €
Necessità annue
6000,00 €
Desideri annui
3600,00 €
Risparmio annuo
2400,00 €
Scostamento necessità
500,00 €
Scostamento desideri
300,00 €
Gap risparmio
200,00 €
Saldo mensile disponibile
1000,00 €

Passaggi

  1. Reddito netto mensile: €1000
  2. Percentuali: 50% necessità + 30% desideri + 20% risparmio = 100%
  3. Necessità (50%): €1000 × 0.5 = €500.00
  4. Desideri (30%): €1000 × 0.3 = €300.00
  5. Risparmio (20%): €1000 × 0.2 = €200.00
  6. Necessità annue: €500.00 × 12 = €6000.00
  7. Desideri annui: €300.00 × 12 = €3600.00
  8. Risparmio annuo: €200.00 × 12 = €2400.00
  9. Spese reali non inserite: scostamenti e saldo non significativi.
base

Lavoratore Dipendente

Budget su reddito medio italiano di €2.000 al mese con regola 50/30/20 standard

Budget necessità
1000,00 €
Budget desideri
600,00 €
Budget risparmio
400,00 €
Necessità annue
12.000,00 €
Desideri annui
7200,00 €
Risparmio annuo
4800,00 €
Scostamento necessità
1000,00 €
Scostamento desideri
600,00 €
Gap risparmio
400,00 €
Saldo mensile disponibile
2000,00 €

Passaggi

  1. Reddito netto mensile: €2000
  2. Percentuali: 50% necessità + 30% desideri + 20% risparmio = 100%
  3. Necessità (50%): €2000 × 0.5 = €1000.00
  4. Desideri (30%): €2000 × 0.3 = €600.00
  5. Risparmio (20%): €2000 × 0.2 = €400.00
  6. Necessità annue: €1000.00 × 12 = €12000.00
  7. Desideri annui: €600.00 × 12 = €7200.00
  8. Risparmio annuo: €400.00 × 12 = €4800.00
  9. Spese reali non inserite: scostamenti e saldo non significativi.
personalizzato

Freelancer Autonomo

Budget personalizzato per freelancer: necessità ridotte (45%), risparmio elevato (30%) per fondo IVA e accantonamento previdenza

Budget necessità
1350,00 €
Budget desideri
750,00 €
Budget risparmio
900,00 €
Necessità annue
16.200,00 €
Desideri annui
9000,00 €
Risparmio annuo
10.800,00 €
Scostamento necessità
1350,00 €
Scostamento desideri
750,00 €
Gap risparmio
900,00 €
Saldo mensile disponibile
3000,00 €

Passaggi

  1. Reddito netto mensile: €3000
  2. Percentuali: 45% necessità + 25% desideri + 30% risparmio = 100%
  3. Necessità (45%): €3000 × 0.45 = €1350.00
  4. Desideri (25%): €3000 × 0.25 = €750.00
  5. Risparmio (30%): €3000 × 0.3 = €900.00
  6. Necessità annue: €1350.00 × 12 = €16200.00
  7. Desideri annui: €750.00 × 12 = €9000.00
  8. Risparmio annuo: €900.00 × 12 = €10800.00
  9. Spese reali non inserite: scostamenti e saldo non significativi.
conservativo

Famiglia con Figli

Budget familiare con figli: necessità alzate al 60% (affitto, scuola, asilo) e desideri ridotti al 20%

Budget necessità
2700,00 €
Budget desideri
900,00 €
Budget risparmio
900,00 €
Necessità annue
32.400,00 €
Desideri annui
10.800,00 €
Risparmio annuo
10.800,00 €
Scostamento necessità
2700,00 €
Scostamento desideri
900,00 €
Gap risparmio
900,00 €
Saldo mensile disponibile
4500,00 €

Passaggi

  1. Reddito netto mensile: €4500
  2. Percentuali: 60% necessità + 20% desideri + 20% risparmio = 100%
  3. Necessità (60%): €4500 × 0.6 = €2700.00
  4. Desideri (20%): €4500 × 0.2 = €900.00
  5. Risparmio (20%): €4500 × 0.2 = €900.00
  6. Necessità annue: €2700.00 × 12 = €32400.00
  7. Desideri annui: €900.00 × 12 = €10800.00
  8. Risparmio annuo: €900.00 × 12 = €10800.00
  9. Spese reali non inserite: scostamenti e saldo non significativi.

Quando usare questo calcolatore

✅ Adatto per

  • Stai iniziando a pianificare le tue finanze personali e vuoi un framework semplice per distribuire il reddito mensile tra spese fisse, discrezionali e risparmio — la regola 50/30/20 fornisce un punto di partenza immediato senza richiedere tracciamento granulare di ogni singola voce di spesa
  • Stai confrontando il tuo budget target con le spese reali del mese passato per identificare le categorie fuori controllo — inserendo le spese reali il calcolatore mostra gli scostamenti per categoria e il saldo mensile residuo disponibile
  • Stai adattando le percentuali alla tua situazione specifica (freelancer, famiglia con figli, città ad alto costo) — le percentuali sono personalizzabili e il calcolatore mostra immediatamente l'impatto in euro di ogni variazione

⛔ Non adatto per

  • Pianificazione finanziaria dettagliata con tracciamento per voce di spesa: il metodo lavora per tre macro-categorie senza dettaglio interno — per un budget granulare con affitto, bollette, cibo, trasporti separati usare un foglio di calcolo o app di budgeting dedicata (Es. Toshl, MoneyManager)
  • Redditi molto bassi o situazioni di sovraindebitamento: con necessità strutturalmente sopra il 70% del reddito o debiti in scadenza urgente, il 50/30/20 non è applicabile — la priorità è la gestione del sovraindebitamento prima della pianificazione standard; valutare procedure ex D.Lgs. 14/2019 (codice della crisi d'impresa) se necessario
  • Proiezioni finanziarie a lungo termine (pensione, acquisto casa, FIRE): il calcolatore fornisce il budget mensile, non simulazioni di accumulo nel tempo — per proiezioni di risparmio e rendimento a lungo termine usare i calcolatori valore_futuro, risparmio_obiettivo o fire_number

➡️ Passo successivo

  • Errore comune: trattare il 50/30/20 come una regola rigida invece che come baseline personalizzabile — non esiste una percentuale 'giusta' universale; se le necessità sono strutturalmente al 60% (Milano, Roma, famiglia con figli) adatta il target a 60/20/20 e accetta il trade-off esplicito tra desideri e risparmio; l'importante è che la quota risparmio non sia mai zero
  • Automatizza il risparmio prima di spendere: imposta un bonifico automatico il giorno dello stipendio verso un conto separato per la quota risparmio impostata — il 'pay yourself first' elimina la tentazione di spendere prima e risparmiare il residuo (che statisticamente tende a zero)
  • Se sei freelancer o autonomo: includi nella quota risparmio (20-30%) anche l'accantonamento per IVA trimestrale (~22% dei corrispettivi, versata ogni trimestre entro il 16 del mese successivo) e contributi INPS Gestione Separata (~26,07% del reddito imponibile) — questi non sono risparmi discrezionali ma obbligazioni fiscali-previdenziali da accantonare mensilmente per evitare crisi di liquidità a scadenza

Guida completa

La regola 50/30/20: origine, logica e perché funziona

La regola 50/30/20 nasce dal libro 'All Your Worth' (2005) di Elizabeth Warren e Amelia Warren Tyagi. L'intuizione centrale è che la crisi finanziaria personale non deriva dal fatto di spendere troppo per i desideri, ma dall'aver permesso alle spese fisse (necessità) di crescere fino a erodere ogni margine. Tenere le necessità entro il 50% del reddito netto crea il cuscinetto necessario per assorbire shock imprevisti. Il metodo ha tre pregi: è semplice da ricordare e applicare, è abbastanza flessibile da adattarsi a situazioni diverse, e sposta il focus dal 'tagliare i piaceri' al 'controllare i costi fissi'.

Come personalizzare il budget alla propria situazione

Il 50/30/20 è un punto di partenza, non un diktat. Chi vive in grandi città italiane (Milano, Roma) con affitti elevati può alzare le necessità al 55-60% e ridurre i desideri. Chi ha redditi alti e costi fissi contenuti può alzare il risparmio al 30-40% per accelerare verso l'indipendenza finanziaria. I freelancer e i lavoratori autonomi dovrebbero includere nel 'risparmio' l'accantonamento per IVA e contributi previdenziali. Le famiglie con figli tipicamente vedono aumentare le necessità (scuola, asilo, alimentari) e ridurre i desideri. L'importante è che le tre quote sommino sempre al 100% e che il risparmio non sia mai zero.

Necessità vs desideri: la distinzione che fa la differenza

La distinzione tra necessità e desideri è il cuore del metodo. Una necessità è qualcosa di cui non puoi fare a meno senza conseguenze serie: senza affitto non hai dove dormire, senza cibo non mangi, senza internet (oggi) non lavori. Un desiderio è tutto ciò che migliora la qualità della vita ma a cui potresti rinunciare: ristoranti, streaming, vestiti extra, vacanze. I casi ambigui si risolvono chiedendosi: 'Se perdessi il lavoro domani, potrei tagliare questa spesa?' Se la risposta è sì, è un desiderio. Classificare onestamente le proprie spese è il primo passo per ottenere un budget realistico.

Il risparmio come pagamento verso te stesso (pay yourself first)

Il risparmio del 20% non va trattato come 'quello che rimane a fine mese' — che in genere è zero — ma come il primo pagamento da fare appena ricevi lo stipendio. Il metodo 'pay yourself first' prevede di impostare un trasferimento automatico verso un conto separato il giorno dello stipendio. Questa automatizzazione elimina la tentazione di spendere prima e risparmiare dopo. La gerarchia del 20%: prima il fondo emergenza (3-6 mesi di spese), poi il rimborso extra dei debiti ad alto interesse, poi la previdenza integrativa, infine gli investimenti. Con €400/mese investiti al 6% annuo, in 20 anni accumuli circa €185.000.

Budget per italiani: adattare il 50/30/20 al costo della vita

In Italia, il reddito netto medio mensile si aggira intorno ai €1.500-1.800 per i lavoratori dipendenti. Con questi redditi, il 50% (€750-900) per le necessità è spesso insufficiente nelle grandi città dove l'affitto da solo supera €700-900. Non a caso molti giovani italiani vivono con i genitori più a lungo rispetto alla media europea: è una risposta razionale a costi abitativi incompatibili con la regola 50/30/20. Per chi è in questa situazione, il metodo rimane utile come bussola: conoscere il proprio divario tra reddito e costi fissi è il primo passo per cercare soluzioni (coinquilini, cambio città, aumento di reddito).

Monitorare il budget: confronto target vs spese reali

Sapere dove vanno i tuoi soldi richiede tracciamento attivo. Il metodo più semplice: tieni un foglio o un'app dove registri ogni spesa per categoria (necessità, desideri, risparmio) durante il mese. A fine mese, confronta le spese reali con i target del 50/30/20. Gli scostamenti negativi (spesa > target) richiedono azione: o rinegozia i costi fissi se sforano le necessità, o limita le uscite discrezionali se sforano i desideri. Revisioni mensili brevi (15 minuti) sono più efficaci di revisioni annuali elaborate. Questo calcolatore ti permette di inserire le spese reali e vedere immediatamente il confronto con il budget target.

Metodo: Applicazione della regola di budgeting 50/30/20 con percentuali personalizzabili e confronto tra budget target e spese reali. Il modello calcola tre budget mensili proporzionali al reddito netto: necessita = reddito × pct_necessita/100; desideri = reddito × pct_desideri/100; risparmio = reddito × pct_risparmio/100. Le percentuali devono sommare a 100% (validazione: errore se |pct_N + pct_D + pct_R − 100| > 0,01). Le proiezioni annuali sono ottenute moltiplicando per 12. Il confronto con le spese reali calcola gli scostamenti per categoria: delta_necessita = necessita − spese_reali_necessita; delta_desideri = desideri − spese_reali_desideri; delta_risparmio = risparmio − risparmio_reale_mensile (positivo = risparmio raggiunto o superato). Il saldo mensile è reddito_netto_mensile − spese_reali_necessita − spese_reali_desideri − risparmio_reale_mensile. Origine della regola: Elizabeth Warren e Amelia Warren Tyagi, 'All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan' (Simon & Schuster, 2005) — l'intuizione centrale è che le crisi finanziarie personali derivano dall'eccesso di spese fisse (necessità) che erodono il margine di sicurezza, non dall'eccesso di desideri. Varianti comuni: 60/20/20 per città ad alto costo abitativo; 40/20/40 per strategia FIRE di accelerazione del risparmio; 50/20/30 per chi prioritizza il risparmio sui desideri. Per freelancer, la quota risparmio (30%) dovrebbe includere IVA trimestrale e contributi INPS Gestione Separata (~26,07%) da accantonare mensilmente. Il metodo 'pay yourself first' prevede di trasferire automaticamente la quota risparmio appena si riceve lo stipendio, prima di qualsiasi altra spesa. Elizabeth Warren & Amelia Warren Tyagi, 'All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan' (Simon & Schuster, 2005) — framework teorico originale della regola 50/30/20; OCSE/INFE (International Network on Financial Education) — budgeting personale come competenza di base della financial literacy (PISA Financial Literacy Framework); Piano Nazionale per l'Educazione Finanziaria L. 145/2018 — pianificazione del budget personale e risparmio sistematico come obiettivi di alfabetizzazione finanziaria; Banca d'Italia Indagine SHBF (Survey on Household Income and Wealth) — evidenza empirica sulla difficoltà delle famiglie italiane di pianificare le spese e sul gap di risparmio precauzionale rispetto ai 3-6 mesi di spese raccomandati come fondo emergenza; CFPB (Consumer Financial Protection Bureau) — budgeting methodologies per financial wellness: 50/30/20 come framework operativo per la pianificazione finanziaria personale
Fonti normative
  • Banca d'ItaliaBanca d'Italia Indagine SHBF (Survey on Household Income and Wealth) — evidenza empirica sulla distribuzione del reddito, della spesa e del risparmio delle famiglie italiane: le famiglie nel primo quintile di reddito destinano oltre il 70% del reddito a spese necessarie rendendo inapplicabile il 50/30/20 standard; quota di famiglie con risparmio precauzionale inferiore a un mese di spese; vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane agli shock di reddito; Banca d'Italia Programma di Educazione Finanziaria — budgeting personale e pianificazione del risparmio come priorità dell'alfabetizzazione finanziaria; Banca d'Italia Rapporto sulla stabilità finanziaria — percentuale di famiglie 'fragili' con spese strutturalmente superiori al reddito disponibile: Normativa bancaria, tassi di riferimento, soglie usura, vigilanza creditizia. Riferimento citato — URL puntuale in corso di verifica
  • CONSOBPiano Nazionale per l'Educazione Finanziaria (L. 145/2018, co-coordinamento CONSOB) — pianificazione del budget mensile e risparmio sistematico come competenze di base della financial literacy per i consumatori italiani; CONSOB Educazione Finanziaria — raccomandazione 'pay yourself first': trasferimento automatico della quota risparmio come tecnica comportamentale per superare la tendenza a consumare il reddito disponibile prima di risparmiare; CONSOB Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane — evidenza su gap di risparmio precauzionale e bassa penetrazione della pianificazione finanziaria tra i lavoratori dipendenti italiani: Regolamentazione mercati finanziari, strumenti e intermediari italiani. Riferimento citato — URL puntuale in corso di verifica

Lo stato di verifica delle fonti è tracciato nel registro di provenienza descritto nella metodologia editoriale.

Limiti del modello
  • Redditi bassi e città ad alto costo: con reddito netto mensile inferiore a €1.500 nelle grandi città italiane (Milano, Roma, Bologna) dove l'affitto supera €700-900/mese, le necessità strutturalmente superano il 50% del reddito — il metodo 50/30/20 diventa inapplicabile nella versione standard senza ridurre drasticamente i desideri o aumentare il reddito; adattare a 65/20/15 o simili e considerare strategie strutturali (coinquilini, zona alternativa, aumento di reddito)
  • Famiglie con figli: i costi fissi aumentano significativamente con figli (nido €200-600/mese, scuola, alimentari aggiuntivi, pediatra, attività extrascolastiche) — una famiglia con figli piccoli può avere necessità al 60-70% del reddito; il 20% di risparmio diventa difficile da mantenere senza aggiustamenti strutturali delle percentuali
  • Debiti ad alto interesse: il rimborso minimo obbligatorio dei debiti rientra nelle necessità (impegno fisso non evitabile), ma il rimborso extra-rata per estinguere anticipatamente debiti costosi rientra nel risparmio — in presenza di debiti al 15-20% (carte di credito revolving) il rimborso accelerato ha priorità assoluta rispetto agli investimenti finanziari
  • Lavoratori autonomi e freelancer: l'IVA trimestrale e i contributi INPS (Gestione Separata ~26,07% per non-iscritti ad altre casse) non sono trattenuti alla fonte — devono essere accantonati separatamente nella quota risparmio mensile (25-30% degli incassi lordi) per evitare crisi di liquidità a scadenza; il reddito netto reale è inferiore al fatturato incassato
  • Spese annuali non mensilizzate: assicurazioni (auto, casa, vita), bollo auto, vacanze, regali natalizi, tredicesima e quattordicesima (se presenti) generano uscite concentrate in certi periodi — non mensilizzarle porta a sforamenti sistematici del budget nei mesi di picco; dividere il costo annuale per 12 e accantonare mensilmente
  • Percentuali rigide vs situazione individuale: il 50/30/20 è una bussola orientativa per chi parte da zero, non una prescrizione universale — la situazione ottimale dipende da età, obiettivi (pensione anticipata vs acquisto casa vs figli), propensione al rischio, debiti pregressi e composizione familiare; trattarlo come punto di partenza personalizzabile, non come regola inflessibile

Domande frequenti

Chi ha inventato la regola 50/30/20 e come funziona?

La regola 50/30/20 è stata popolarizzata da Elizabeth Warren (senatrice USA e professoressa di Harvard) e sua figlia Amelia Warren Tyagi nel libro 'All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan' (2005). Il principio è semplice: il 50% del reddito netto va alle necessità (costi fissi e vitali), il 30% ai desideri (scelte discrezionali), il 20% al risparmio e agli investimenti. Non è una legge assoluta ma una bussola: un punto di partenza per prendere consapevolezza di dove vanno i propri soldi.

Cosa rientra nelle necessità e cosa nei desideri?

La distinzione chiave è: 'posso davvero farne a meno?' Necessità: affitto o rata mutuo, bollette (luce, gas, acqua, internet), cibo per vivere, trasporti per lavorare, assicurazioni obbligatorie, spese mediche essenziali, rate di debiti contratti. Desideri: abbonamenti streaming, ristoranti, bar, vacanze, shopping, palestra, hobby, abbigliamento oltre il necessario. Casi ambigui: un telefono di base è necessità; l'ultimo iPhone è un desiderio. L'auto è necessità se serve per lavorare; non lo è in città con buoni trasporti pubblici.

Posso modificare le percentuali 50/30/20?

Assolutamente sì — la regola è una guida, non un obbligo. Variazioni comuni: 60/20/20 per chi vive in città con affitti elevati o ha figli; 40/20/40 per chi vuole accelerare il raggiungimento dell'indipendenza finanziaria (metodo FIRE); 50/20/30 per chi prioritizza il risparmio sul divertimento. L'unico requisito è che le tre percentuali sommino sempre a 100%. Questo calcolatore ti permette di impostare le percentuali desiderate e vedere immediatamente l'impatto in euro.

Come faccio se le necessità superano il 50% del mio reddito?

È una situazione comune, soprattutto con redditi bassi o in città ad alto costo della vita. Prima cosa: verifica che stai classificando correttamente (alcune spese 'necessarie' sono in realtà desideri). Poi valuta: puoi ridurre il costo dell'affitto (coinquilini, zona diversa)? Puoi rinegoziare tariffe di bollette o assicurazioni? Puoi ridurre il costo dei trasporti? Se le necessità sono strutturalmente oltre il 50%, riduci i desideri prima del risparmio — ma non azzerarlo: anche €50/mese accumulati su 10 anni fanno la differenza.

Il risparmio del 20% include il rimborso dei debiti?

Sì, con una distinzione. Il rimborso della quota obbligatoria del debito (la rata minima del mutuo, del prestito auto, della carta di credito) rientra nelle necessità, perché è un impegno fisso che non puoi evitare. Il rimborso extra — pagare di più del minimo per estinguere il debito prima — rientra nel risparmio, perché è una scelta discrezionale che riduce il costo degli interessi futuri. Allo stesso modo, il fondo emergenza (3-6 mesi di spese) è la prima priorità del 20% prima degli investimenti.

Come si adatta il metodo 50/30/20 ai redditi variabili (freelancer, autonomi)?

Per chi ha reddito variabile, usa la media degli ultimi 6-12 mesi come base di calcolo. In mesi di reddito elevato, aumenta la quota risparmio per compensare i mesi magri. Imposta le percentuali in modo conservativo: es. 45/25/30, con il 30% di risparmio che include anche l'accantonamento per IVA e contributi previdenziali (essenziali per i lavoratori autonomi). Una regola utile: apri un conto separato per IVA e contributi e accredita subito la percentuale dovuta appena ricevi un pagamento.

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Responsabilità editoriale e versioni

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Responsabile della revisione
Ugo Candido, MBA — Responsabile editoriale e revisore metodologico di Cernarus

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Cronologia delle modifiche

  • 13 luglio 2026 Governance editoriale (1.1.0 → 1.2.0) Governance editoriale P2: registro revisori con matrice delle responsabilità, audit automatico di governance con report strutturato, dashboard pubblica dello stato di aggiornamento e link checker per le fonti registrate.
  • 13 luglio 2026 Governance editoriale (1.0.0 → 1.1.0) Governance editoriale P1: pubblicazione della metodologia editoriale, della politica di correzione con registro delle modifiche, della pagina sui test dei calcolatori e del modello di provenienza per fonti e dataset con stati di verifica espliciti.
  • 13 luglio 2026 Governance editoriale (nuova versione 1.0.0) Introduzione della governance editoriale (P0): identità editoriale centralizzata, versionamento separato di contenuto, calcolatore e dataset, pannello di responsabilità editoriale su ogni pagina, pagina autore e quality gate fail-closed per le pagine pubbliche.

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